Descrizione
Intervento dell’assessora alle politiche di genere del Comune di Marsciano, Chiara Tomassoni, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ricorrenza celebrata in tutto il mondo che affonda le sue radici nelle storiche lotte per l'emancipazione femminile e nelle battaglie che hanno portato alla conquista dei diritti sociali, politici e civili.
“Ogni anno, l'8 marzo rappresenta non tanto una festa quanto un’occasione preziosa, cruciale, per riflettere sulle conquiste ottenute e sulle sfide ancora presenti nel cammino verso un'effettiva parità di genere. Per capire a che punto del percorso siamo, bisogna leggere i dati. È solo di qualche giorno fa il Rendiconto di genere 2024 dell'INPS , che ci restituisce un quadro preoccupante della situazione nel nostro paese: il tasso di occupazione femminile è del 52,5%, inferiore di 20 punti percentuali rispetto a quello maschile; le donne percepiscono in media una retribuzione inferiore del 20% rispetto ai colleghi uomini; nonostante le donne rappresentino il 52,6% dei diplomati e il 59,9% dei laureati nel 2023, solo il 21,1% ricopre ruoli dirigenziali e il 32,4% posizioni da quadro.
Nonostante decenni di battaglie, le donne continuano, dunque, a guadagnare meno degli uomini, a subire discriminazione nell’accesso al mondo del lavoro e a farsi carico in modo sproporzionato di quello che a tutti gli effetti è lavoro domestico non retribuito, quello di cura. A questo si aggiunge il fenomeno sistemico della violenza di genere , espressione di quella dinamica di dominio che, quotidianamente e ad ogni livello, umilia, zittisce, violenta, uccide donne in tutto il mondo.
L'8 marzo, lo ribadiamo, non è una festa, ma una chiamata alla consapevolezza. Più che un giorno di mimose e auguri di circostanza, dovrebbe rappresentare un momento di riflessione, di ascolto e di partecipazione. Questa giornata non è dedicata alle donne, ma è ‘delle’ donne, appartiene loro e, in questo senso, deve rappresentare uno strumento attraverso cui veicolare, recepire ed elaborare il grido di tutte le donne che lottano per la loro libertà, delle lavoratrici sfruttate che chiedono dignità, delle ragazze che si ribellano agli stereotipi, delle madri che insegnano alle figlie a non accontentarsi.
Oggi più che mai, infine, in un momento in cui il tema della guerra torna con prepotenza in primo piano nel dibattito politico, l'8 marzo deve essere anche un grido di pace. La lotta per i diritti delle donne è anche lotta per un mondo senza guerre, perché ogni società che rispetta le donne è una società che rispetta la vita, la libertà e la dignità di ogni essere umano.
L'8 marzo non è il passato. È il presente che dobbiamo cambiare. È il futuro che dobbiamo costruire insieme, decostruendo come comunità quella struttura di dominio patriarcale, quelle prassi consolidate che ogni giorno riproducono, più o meno consapevolmente, atti di violenza e controllo verso le donne”.
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Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2025, 11:38